Ancora polemiche sulle modelle
Scritto da Quentin il October 22, 2010 | 3:58 pm | Stampa
Il mondo della moda, si sa, vive di cicli, le mode tornano periodicamente e così sembrano fare anche accuse e polemiche, come quelle che riguardano l’utilizzo di modelle eccessivamente magre sulle passerelle. Dopo regolamenti che vietavano alle modelle in odore di anoressia di calcare le passerelle d’alta moda, il silenzio è calato sulla questione, ma ora, ciclicamente appunto, se ne torna a parlare. La questione è seria ed estremamente complessa, la moda è sempre più spettacolo, cultura, comunicazione, pertanto i messaggi che arrivano da tv e giornali, e spesso veicolano immagini di una bellezza che di femminile ha ben poco, posso influenzare con grande facilità le adolescenti che, nel tentativo di emulare modelli errati e spesso irraggiungibili, rischiano di mettere in serio pericolo la loro salute. Sono milioni infatti le ragazze che rischiano di diventare anoressiche o bulimiche, per cercare di assomigliare a quelle modelle che in realtà spesso, proprio per la loro eccessiva magrezza hanno poco o nulla a che vedere col messaggio che vorrebbe, e dovrebbe, trasmettere il capo da loro indossato. La moda dovrebbe comunicare gioia di vivere, femminilità, eleganza, ma sempre più spesso le modelle sfilano serie sulla passerella senza concede emozioni al pubblico che ammira oramai esclusivamente gli abiti, sentendosi quasi costretto a distogliere lo sguardo da volti sempre più emaciati, da ossa in evidenza e da gambe talmente sottili da apparire quasi deformate. L’esperta di stile Alexandra Shulman, già nel 2009 aveva ammesso che ricorreva a Photoshop per ritoccare le foto delle modelle, da pubblicare su prestigiose riviste, ma non come generalmente si pensa, per eliminare ombre, nei, cellulite o altri inestetismi, bensì per addolcire qualche spigolo e donare loro colore e morbidezze sufficienti a non farle sembrare malate. I corpi scheletrici delle modelle avevano, sostanzialmente, in molti casi bisogno di un ritocco “ingrassante”. Anche la famosa direttrice di “Vogue UK” si è lasciata andare a considerazioni poco lusinghiere sull’uso di modelle esageratamente emaciate, le donne, quelle vere, quelle che comprano gli abiti griffati, sono poco inclini a correre in ufficio su tacchi alti dodici centimetri, sono in dieta perenne per entrare in vestiti in cui nella migliore delle ipotesi non entreranno mai e, se ci riusciranno, non si tratterà di una conquista ma della sconfitta della loro femminilità, di ciò che le rende belle, materne, sexy, donne insomma. Ciò nonostante, pare sia davvero arduo far comprendere alla gran parte degli stilisti che un corpo scheletrico, è anche disarmonico, e quindi poco adatto a valorizzare un abito, senza naturalmente parlare di conseguenze ben più serie che una sfilata poco riuscita, ci riferiamo ovviamente alle conseguenze fisiche e psicologiche, per le modelle, le aspiranti tali e per tutte le donne (e gli uomini, perché il problema non è esclusivamente femminile) di tutte le età.
